Nella lettera di Liberi Scambi di oggi, la rubrica che connette chiunque lo desideri con Claudio, recluso nel carcere di Opera, diventato a tutti gli effetti volontario attivo, Claudio, risponde ad Ely che gli chiede:

Qual è il tuo desiderio più profondo, che ti va di condividere con noi?” 

Ecco la sua risposta

“Gli stoici stabilirono che la disposizione morale dell’autocontrollo e della separazione delle cose materiali, conducono all’ideale etico e al distacco dei desideri. 

Il mio desiderio quando sono entrato in carcere, era quello di raggiungere una condizione ascetica che mi permettesse la pace interiore, ma questo, anno dopo anno, mi ha trascinato all’interno di una profonda voragine senza possibilità di risalita. 

Nelle carceri esiste una grave minaccia che viene sottovalutata dal condannato a lunghe pene detentive ed è quella che gli specialisti chiamano con il termine Prisonizzazione e che intende, come scrive Clemmer nel suo libro The prison community

L’effetto compressivo dell’esperienza carceraria sull’individuo, con cui si realizza un’assuefazione allo stile di vita, ai modi, alle abitudini e alla cultura e il luogo di coercizione: un percorso di adattamento progressivo, alla comunità reclusiva, che può arrivare fino all’identificazione completa con l’ambiente, con la sua cultura e subcultura, con i suoi usi e costumi e con i suoi codici […]. 

Quando ho conosciuto gli Amici di La Lumera, vivevo (senza averne percezione) esattamente la condizione psicologica descritta da Clemmer. 

I desideri sono parte della personale disposizione umana ma, a volte, siamo ‘miopi e per individuarli serve la lente della sensibilità e della profondità degli altri. Nel mio caso, sono arrivati in mio aiuto gli Amici di La Lumera ODV che mi stanno permettendo di manifestare apertamente la mia trasformazione attraverso un cammino etico e morale, dopo avermi fornito la ‘scala’ per risalire lentamente da quella voragine in cui avevo trovato rifugio e che ritenevo erroneamente il luogo migliore per ‘nascondermi al mondo’. 

Desiderare veramente qualche cosa, indica che già comprendiamo per quale ragione vogliamo raggiungere quella meta. Nel mio caso, si tratta di un desiderio intrinsecamente collegato alla nuova condotta che ho assunto. Tentare di ritrovarsi, fa parte del cambiamento che è connaturato nell’entità umana. Quindi, in questo momento […] “Il mio più profondo desiderio” […], è annullare quell’ingannevole e distruttiva condizione ascetica che avevo scelto inizialmente, per ritornare alla realtà, anche con l’aiuto di questi nostri preziosi rapporti epistolari che mi gratificano tantissimi e mi fanno sentire Persona. 

Ciao, cara Ely, ti ringrazio. 

Ti abbraccio con affetto. “

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