Ecco la seconda lettera di Liberi Scambi, il nuovo spazio pubblico che ci mette in contatto con Claudio, recluso nel carcere di Opera dove sta scontando l’ergastolo.

Con questa lettera risponde alle domande che Giulio gli ha rivolto.

Caro Giulio, grazie per le domande che mi poni.

Nella prima mi chiedi: “[…] Avresti mai pensato che avremmo potuto comunicare in questo modo?”.

Fino a circa due anni fa per mia scelta, non scambiavo corrispondenza con nessuno, parenti compresi. In pratica, mi ero chiuso all’interno di una sorta di ‘fortino’ inespugnabile. Solamente le parole di Italo Calvino avevano trovato ingresso e dimora: “L’inferno è già qui. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più […]”. Sicuramente, questo nuovo modo di comunicare per me è una grande e piacevole novità.

Nella seconda mi chiedi: “[…] Che tipo di lauree hai preso? E come le hai scelte?”.

La prima è stata di Storia Antica, Moderna e Contemporanea. La seconda è stata una Magistrale in Scienze Storiche. La terza è stata una Magistrale in Scienze Antropologiche ed Etnologiche. Scusa tanto se la mia risposta non sarà raffinata ed intellettualistica. Dalla storia volevo comprendere l’origine del male e le azioni criminali di cui si sono resi responsabili personaggi del passato. Dall’Antropologia Etnologica m’interessava conoscere meglio gli atavici sistemi tribali e clanici. Lo studio approfondito delle due scienze mi ha raccontato anche un po’ di me. E che l’essere umano fin dalla nascita ha insito in se il Bene ma che, qualche volta, si lascia contaminare da condizionamenti esterni: ideologie malsane, miseria sociale e l’alibi dell’autodifesa.

La terza domanda mi tocca tanto da vicino: “[…] Cosa ha fatto, trasformato in te, il processo di perdono che hai conosciuto tramite My Life Design O.D.V?”

Un giorno di circa due anni fa, è venuta a trovarci qui a Opera, durante un nostro Laboratorio mensile di Spes contra Spem di Nessuno tocchi Caino, la Dottoressa Cristina Franchini. Ci ha parlato del perdono. Ha anche spiegato che chi voleva partecipare al Giorno Internazionale del Perdono, a maggio 2023 a Fondi, poteva fare richiesta al Magistrato di Sorveglianza. Soprattutto chi già beneficiava di permessi premio. Le dissi che non sono abituato a fare cose che non conosco, quindi, non avendo mai conosciuto il senso del perdono, né per averlo donato e neanche per averlo ricevuto, non avrei fatto la richiesta.

Dopo un paio di mesi ho iniziato uno scambio epistolare con Cristina Franchini e poi con Nico Caiazza. Qualche mese fa, facendo ordine, ho ripreso in mano tutte le lettere che mi hanno spedito. Rileggendole tutte quante, ho compreso che il perdono è nei gesti, negli sguardi benevoli che si ricevono, nelle parole dette, e anche in quelle non dette, nei rapporti umani. Mi è venuto in mente un brano del Vangelo: “Una goccia di miele attira più mosche di una damigiana di aceto.” Negli sguardi di Cristina, Nico, Candida, non avverto pregiudizi nei miei confronti, i loro occhi non sono gelidi e severi, loro non vedono il ragazzo del delitto di un tempo, ma l’uomo della pena di oggi e questo loro atteggiamento ha consentito, piano piano, di incrinare quel fortino un tempo ritenuto inespugnabile.

Ciao carissimo Giulio, ti abbraccio con affetto.

Scrivi qui nei commenti, o all’indirizzo: onlus@lalumera.org

Gli faremo avere questi nuovi Liberi Scambi così che possa risponderti.

Leave a comment