“Oggi è l’ultimo giorno che andiamo ad Oristano, l’ultimo “Liberi Dentro”. Quindi anche l’ultimo dei quaderni da dentro.
Questa parte del progetto si conclude e anche se continueremo a mantenere vivi il rapporto e la fiducia che abbiamo costruito con i ragazzi, il mio animo è triste al pensiero che oggi ci saluteremo.
Durante l’estate potranno scriversi con un volontario ciascuno, attraverso “Caro amico ti scrivo”, poi torneremo ad ottobre, con la Stanza della Meditazione, di cui i ragazzi sono entusiasti. E appena possibile ospitaremo alcuni di loro al Centro l’Incontro, a Telti.
Già… alcuni… solo i permessanti… e questo la dice lunga su come funzioni la libertà là dentro. Qualcosa di opinabile, che dipende direttamente dagli altri… tu non determini, non decidi… tu chiedi. Fai la “domandina”…
Funziona così.
Qualcuno potrebbe dire che d’altronde hanno sbagliato e meritano ciò che stanno vivendo. Ma essere stata lì dentro mi ha offerto la possibilità di rendermi conto che per quanto una persona possa aver sbagliato, resta sempre e comunque un essere umano.
Prova emozioni, gioia, dolore, rabbia e fin troppo spesso viene trattato con sguardi di supponenza, la sua verità viene messa in dubbio… Come ci ha raccontato E., che sente il dolore della perdita di una persona cara, ma vive la morte come un passaggio, quindi, nonostante tutto, lui è sereno, perché è libero dentro. Qualcuno non gli crede, trova inadeguata al contesto la sua serenità…
Il sistema carcerario italiano è punitivo, non correttivo.
Non offre fiducia, te la devi guadagnare e a volte non basta mai ciò che fai. Gli errori del passato hanno un peso maggiore rispetto a ciò che di buono fai e sei.
Abbiamo cercato di trasmettere ai ragazzi il saper essere, piuttosto che il saper fare. Perché il saper essere è un bene personale, una risorsa interiore inestimabile che nessuno può toglierti.
Per me gli adii sono sempre stati difficili, tuttora lo sono. Anche se questo non è un addio, ma un arrivederci, la tristezza aleggia nell’aria oggi.
C’è chi all’improvviso, come fosse l’ultima volta che può farlo, si apre e lascia andare ogni pensiero, emozione e anche le lacrime.
Così, anche io, piango mentre li stringo in un abbraccio, uno ad uno…
Grazie ragazzi, per i doni immensi che ci avete fatto, per l’onore di avervi incontrati e potuti ascoltare, per esserci confrontati e, anche attraverso le divergenze di opinione, esserci ritrovati.
Fino ad ottobre mi mancherete, perché il Liberi Dentro del mercoledì ormai era un appuntamento fisso, uno di quelli a cui vai volentieri, per il quale ti prepari con entusiasmo e ci arrivi con il sorriso sul volto e nel cuore, sapendo cosa troverai.”
Arianna
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Un grazie alla Fondazione di Sardegna per il concreto contributo alla realizzazione di questo progetto, che ora continua con “Caro amico ti scrivo” e “La Stanza della Meditazione“.

2 Comments
Nico
Grazie per il vostro servizio. Portate ascolto, unione, presenza agli ultimi affinché anche loro abbiano quella possibilità che in tanti non hanno avuto, ne saputo che esistesse
admin
Grazie per il tuo riscontro e la tua sensibilità