Oggi i quaderni da dentro ci portano la condivione personale e toccante di Arianna, che insieme a Giulio affianca le formatrici di Liberi Dentro nel carcere di Oristano.

“Quasi sempre questo “liberi dentro” inizia ben prima di entrare in carcere, inizia già nei giorni precedenti, dentro di me.

Sono sensazioni… percezioni… che talvolta poi prendono forma e plasmano la realtà.

Ci avevano avvisati di un nuovo inserimento, un ragazzo appena arrivato, giovane… 19 anni..

La mia reazione era stata un colpo al cuore…

La notizia mi aveva portato indietro e avanti nel tempo… nelle mie paure e nelle proiezioni delle mie paure…

Come potevo non pensare a mio figlio?

Io, che alla libertà tengo molto, per la quale lotto da sempre. Ma non avevo mai profondamente compreso che la libertà inizia da DENTRO!

Si, lo dicevo… in parte lo percepivo… ma ora ha un senso diverso, ne sto facendo davvero esperienza. Sto assaporando cosa significhi la privazione della libertà.

Brividi.

Paura.

19 anni… recluso.

Basta così poco per perdere così tanto…

Oggi lui, che chiameremo A. è arrivato.

In una giornata in cui gli animi si sono rivelati fin da subito “accesi”, per una novità che ha destato scompiglio tra i ragazzi. Lui arriva, saluta, stringe mani e si siede.

Lo osservo… penso a mio figlio… a quanto poco ci voglia per perdere la libertà… a quanto tanto ci voglia per tenersela stretta. A quanto lavoro interiore, a quanti passi in DENTRO si debbano fare per esperire che liberi lo si è prima di tutto dentro, al di là di ciò che c’è intorno.

Il suo sguardo è smarrito, non capisce il contesto, essendo l’ultimo arrivato.

Non mi toglie gli occhi di dosso, chissà perché, tra tutti e tre ha scelto me.

Il suo aspetto racconta della vita che ha vissuto. Dal linguaggio del suo corpo arriva il disagio di essere seduto qui, con persone che non conosce.

Quando osservo i ragazzi arrivare, percepisco sempre come una forma di rispetto e gerarchia tra loro.

Arrivano, ci salutano e si salutano con un cenno del capo, o una stretta di mano. Non sempre si guardano negli occhi, talvolta uno dei due tiene lo sguardo basso davanti all’altro.

Poi però, quando si siedono, man mano che ascoltano e vengono ascoltati, si crea circolarità e ridiventiamo ogni volta gruppo.

Oggi hanno meditato, guidati sapientemente da Valeria.

Sempre, dopo ogni meditazione, i volti cambiano.

Diventano distesi, così gli animi.

C’è molta partecipazione ormai e molti di loro sono felici che il progetto proseguirà.

Caro amico ti scrivo” ci consentirà, nella pausa estiva, di tenere il filo della continuità.

La “Stanza della Meditazione” li entusiasma e continuano a chiedere quando inizierà quella parte dle progetto.

L’ipotesi di essere ospitati al Centro l’Incontro poi, letteralmente li accende.

Tutto questo mentre A. resta lì, sulle sue, osservando ciò che gli accade intorno…

La mia speranza è che lui possa recuperare tutto ciò che finora si è perso e ritrovare dentro di sè il senso di libertà che non dovremmo mai perdere.”

Grazie ad Arianna, a Giulio, Valeria e Serena, per portare avanti con tanta passione questo progetto.

Grazie alla Fondazione di Sardegna, per il sostegno prezioso.

5 Comments

  • Valeria
    Posted Luglio 10, 2025 8:34 am 0Likes

    ♥️

  • GIANNA
    Posted Luglio 11, 2025 9:44 am 0Likes

    STUPENDA CONDIVISIONE, GRAZIE

    • admin
      Posted Luglio 11, 2025 9:59 am 0Likes

      Grazie per questo riscontro Gianna! 🙂

  • RITA
    Posted Luglio 15, 2025 6:14 pm 0Likes

    “Sempre, dopo ogni meditazione, i volti cambiano.” e con questa frase che mi va dritta nel profondo, esprimo profonda gratitudine per avermi ri-condotta, in un istante, ai ‘volti’ che, sempre, dopo ogni meditazione, cambiano, i LORO volti, i NOSTRI volti.

    • admin
      Posted Luglio 16, 2025 7:22 am 0Likes

      Grazie Rita, per questa condivisione e per il prezioso lavoro con Liberi Dentro nel carcere di Bollate!

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