Ecco una nuova condivisione dei Quaderni da dentro, dal progetto Liberi Dentro nella Casa di reclusione di Oristano.

“Dopo contrattempi vari nel lungo viaggio e controlli più brigosi del solito al checkpoint, finalmente arriviamo nel teatro del carcere, per un nuovo incontro.

Scopriamo che oggi il nostro appuntamento è in concomitanza con l’apertura della palestra. Le persone detenute possono usufruirne in media di due ore alla settimana. Penso a quanto io mi ci riesca a scaricare, dopo il lavoro, e al fatto che loro ci possono andare solo una volta alla settimana…

Siamo solo in 10 all’inizio, gli altri hanno scelto la palestra. Daniela, l’educatrice che è passata a salutarci, ci spiega che per alcuni è un periodo complesso. Hanno preferito andare a scaricarsi sollevando pesi e allenando il corpo, che in carcere e costretto più che mai.

Alla fine però, pian piano arrivano tutti.

Ormai essere sul palco insieme, in cerchio, è già abitudine. Il cerchio si è fatto intimo. C’è maggior fiducia.

Pierluigi (nome fittizio) ormai sorride sempre, ci chiama tutti per nome. Che meraviglia. Condivide che ha scritto un’altra lettera del per- dono. E le sue parole fanno prendere coraggio agli altri! Altri rivelano che anche loro hanno fatto la lettera. Ne siamo davvero felici!

Poi Massimo ci racconta un aneddoto incredibile. La scorsa settimana mentre lui era qui con noi, la moglie ha ricevuto la visita degli assistenti sociali. Da un po’ voleva mandargli l’ultimo libro di Daniel Lumera, ma non sapeva come fare perchè la copertina rigida non è idonea per l’accesso in carcere. Quindi quel libro era ancora sul tavolo di casa. Quando l’assistente sociale lo vede, resta sorpreso. Inizia a parlarne con la signora, esprimendo elogi per la scelta del libro.

‘Anche gli assistenti sociali sono dei vostri’ ci dice Massimo sorridendo. Ma poi si corregge. ‘Scusate, volevo dire dei nostri‘. Tutti siamo increduli e sorpresi. L’interconnessione esiste e crea ponti.

Durante l’incontro, mentre stiamo esplorando la visualizzazione abbinata all’intenzione, che come dice la scienza ha un potentissimo effetto, entra un agente di polizia. Si guarda intorno, poi si siede nella prima fila della platea. Io sento la sua presenza e la cosa mi disturba, benché lui stia facendo il suo lavoro. Ma poi guardo i ragazzi. Sono impassibili e per nulla turbati. C’è molto da imparare da loro

Come sempre, inframezziamo l’incontro con un video. Oggi guardiamo il corto Butterfly circus, con Nick Vujicic, profondamente ispirativo. Titoli di coda, l’agente esce dal teatro. Resta il silenzio. La commozione. Il film ha colpito.

Concludiamo con la pratica del respiro con il cuore.

Sono le 15.00. Ci salutiamo nel ringraziamento di questo tempo passato insieme. E il mio cuore esce con tanta energia.”

Grazie a Fondazione di Sardegna per il sostegno a questo progetto, che sta facendo breccia sempre più nei sui partecipanti!

Grazie a Giulio Barrocu, per questa bella condivisione, e alle sue compagne di avventura.

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