Nella lettera di Liberi Scambi di oggi, la rubrica che connette chiunque lo desideri con Claudio, recluso nel carcere di Opera, diventato a tutti gli effetti volontario attivo, Claudio, risponde a Giorgia che gli chiede:
“Qual è la cosa per cui ti senti più grato?”
In questa mia lettera ti scrivo di un materiale comunissimo: la carta.
Di solito con la carta si possono realizzare tante cose, per esempio: banconote, assegni, biglietti, ricevute, titoli, opuscoli, riviste. Sacchi, sacchetti e buste. Fazzoletti, tovaglioli, carta da cucina, l’aeroplanini per bambini, aquiloni, carte da parati, etichette, carte da gioco ma, soprattutto i libri! Questi miracolosi oggetti con il suo contenuto permettono di visitare il mondo tutti i giorni, anche dall’interno di una cella di una prigione.
Già dai primissimi giorni del mio ingresso in questi posti ho iniziato a rivedere il mio passato e ho compreso che non sarebbe stato possibile poter ricomporre l’infranto causato. Questa impotenza, mi ha dato la forza di frantumare radicalmente l’io di un tempo, e di ricomporre, quantomeno, me stesso.
La mia nuova identità, l’ho costruita con l’unico materiale solido e invulnerabile che avevo a mia disposizione: la carta! I libri! Questi mi hanno consentito di riflettere sulla mia esistenza. Oggi, credo, di Essere i libri che ho letto. In questi oltre tre decenni di permanenza in questi luoghi, i molti filosofi greci sono stati i Miei Genitori e i miei Insegnanti; per esempio, Platone con Il Mito della caverna, mi ha permesso di “risalire la strada verso la verità”; Sant’Agostino con le sue Confessioni e Paolo di Tarso con la sua storia e il suo pentimento mi hanno insegnato, che convertirsi al Bene, è Forza e non debolezza; Omero, con L’ Odissea, mi ha fatto capire che Itaca, la Casa, e Penelope, dovranno sempre prevalere rispetto all’ingannevole e melodico canto delle Sirene. Inoltre, quando alcuni giorni, la nostalgia della mia terra prevale su tutto, la supero rileggendo alcuni brani dei I Malavoglia di Verga che, con la sua forza narrativa, mi permette con la fantasia di immergermi nell’azzurro mare della mia Sicilia. Come avrai sicuramente compreso, come Sharazad, nelle Le mille e una notte, mi racconto continuamente delle storie, per continuare ad esserci. Mi permetto di aggiungere che non leggere libri significa non avere conoscenza di se stessi, degli altri e del mondo.
Passo alla tua domanda: “Qual è la cosa per cui ti senti più grato?”
Sono grato ai libri che mi hanno permesso di uscire dall’ignoranza e dalle tenebre di cui prima ero avvolto.
Ciao, cara Giorgia, grazie di tutto.
Un abbraccio affettuoso.
Claudio.
